Furono come fari nella notte
silenziosa, immobile, ovattata;
uno squarcio nel buio all’improvviso
illuminò sul ciglio della strada
il volto di un’anima caduta,
per un istante redenta,... leggi...
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Quasi come in un sogno, vagamente,
tra le nebbiose plaghe della mente
emerge piano piano, dolcemente,
leggero quale fumo trasparente,
un ricordo, un volto... leggi...
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Earth Day Autori Vari
La nostra Terra, così trascurata, così, martoriata, ma sempre nostra. L'Earth Day in poesia.
Pagine: 27 - € 6.00 Anno: 2008
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Tibet Autori Vari
«E’ con grande gioia che leggo questo bellissimo libro, che contiene parole che illustrano le caratteristiche e la bellezza della cultura e della religione Tibetana, dello splendido paesaggio del “tetto del mondo”. Le poesie contenute in questo libro dimostrano sintonia con il puro, amorevole e semplice cuore del popolo Tibetano. Apprezzo moltissimo l’amore e l’affetto degli autori di queste poesie verso le tradizioni del Tibet e verso la sua eredità spirituale.
Agli autori di queste poesie va il mio ringraziamento e le mie preghiere, ma anche a tutti coloro che le leggeranno!»
Lama Geshe Gedun Tharchin
Il ricavato della vendita di questo libro sarà dedicato al beneficio dei monaci e dei rifugiati tibetani
Pagine: 59 - € 8.00 Anno: 2008
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Stefano Toschi
Le sue 89 poesie
Disegno risvolti sconvolti
nascosti nell’anima nera:
deserta, smarrita brughiera
d’ombrosi ricordi rifugio.
Meandro di fumo soffuso
di limpido, lucido, fosco
cadere di pioggia nel bosco.
Rintocchi di gocce, campane
squillanti, rampanti, lontane...
e sciolgono in lento ritorno
le
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Destrutturando l’anima: brillanti,
miriadi di scheletrici elementi
rivelano colori sfolgoranti.
Ritmi caleidoscopici d’accenti
esalano vapori profumati
dal variopinto mare dei frammenti.
Sogni da troppo tempo imprigionati
nei gusci delle antiche concrezioni
dal loro inverno infine
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Soffoca d’afa questa linfa morta,
boccheggia agonizzando nella pozza
e si trascina sulla strada torta
che il tempo orrendo boia sempre mozza.
Anela senza più speme di sorta
il greve passo là dove s’abbozza
nel buio lo spiraglio d’una porta,
ma l’alito di vita vi si strozza.
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Corron veloci, mordono i tornanti,
trema la strada al rombo del motore,
cento cavalli ed oltre scalpitanti
per Mille Miglia e chissà quante ore.
Cuori d’acciaio antichi e palpitanti,
scoppi di fuoco giù dal collettore,
scattano ancora i bolidi fiammanti
al richiamo
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Una cappa, in quei giorni, ricordo,
gravava nell’aria, di piombo e sangue,
greve evaporazione da via Fani
in un mattino fresco e soleggiato
dai corpi immoti, uccisi nell’agguato
dagli spari di un’illusione morta
in quella stessa ora, insieme a loro:
di fare un mondo senza l’ingiustizia
in
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Terra, piccola sfera nello spazio immenso,
azzurra brilli, come il cielo in mare
quando mi piace, piano piano, andare
lungo la spiaggia a piedi nudi e penso,
nel giorno luminoso, quale senso
abbia per l’uomo questo depredare
te, generosa madre, che nel dare
non pretendevi avere alcun
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L’aere di luce sazio nel bel meriggio brilla
e il campo di smeraldo, colmo di nuova vita,
guarda il fiorir spavaldo d’esile margherita.
Si staglia nell’azzurro il siliquastro lilla,
soavi aromi stilla il glicine fiorito;
ronza lieto ogni insetto ebbro di tal profluvio,
godon gli occhi
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Nei cuori della gente il fuoco avvampa
lambisce i monasteri e nella piazza
i drappi rossi e gialli, illuminando
il mitico palazzo di Potala.
Tra il sangue sparso e il fumo degli spari
all’orrore si mischia lo sgomento.
Chi ti ha posto il suo piede sulla testa
è ben convinto, nella
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Nella notte superba che s’agghiaccia
un immane silenzio senza fine,
il fuoco scuro misterioso avvampa:
è un angelico pianto crepitante,
lento precipitare, sordo suono.
Il destriero di cenere si sfalda:
vidi forme dissolversi nel niente
ed ombre inessenziali spumeggiare
di luminose
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Sei tu il crocifisso
sulle ali del tempo,
il pianto muto dell’uomo,
il grido lanciato al silenzio.
Sei tu il crocifisso
sul buio girare del mondo,
il sangue che bagna la terra,
il lento abdicare alla vita
un poco ogni giorno.
Sei tu, amico mio,
lo spirito e il corpo,
il morto e il
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Con mille fiori profumati il prato,
di primavera allo sbocciar, s’ammanta,
e pien di gioia canta
ogni cuore rapito da stupore,
da sacro ardore,
per il rigenerarsi eterno della terra
pare screziato,
in primavera, il prato profumato
allo sbocciar di mille fiori, canta
e di
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Il volto tuo grazioso, d’occhi vispi
qual tenera cornice, riluceva
d’un’allegrezza spensierata e gaia,
ma traspariva un velo di tristezza.
Hai poi trovato il capo di quel filo,
il solo che dipana la matassa
e scioglie i nodi, ed apre il labirinto,
e riconduce i morti all’esistenza?
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La goccia di pioggia
volava leggera,
fendendo l’azzurro
veloce scendeva.
Pensava cadendo:
“sono una importante,
la figlia del cielo,
un vero gigante”.
Ma in men d’un istante
s’infranse nel blu
di un mare più grande
e non c’era più!
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Si scontreranno, un giorno, il Duomo e il tram!
La verticalità, lo slancio gotico
contro il veloce mezzo tecnologico,
lampo stridente, orizzontalità!
Si scomporranno in linee-forza a vista,
in esplosiva dinamicità.
Saran bellezza e sincronicità,
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I
Questa frammentazione del discorso
è per me, in realtà, soltanto
il riflesso dell’infrangersi dell’anima
sullo specchio luccicante della vita:
una miriade di vetri colorati
sparsi sul nero manto della strada.
II
Ruggenti criniere
di leoni alati,
tra fuggenti nubi,
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